Musicoterapia in gravidanza

La relazione madre-feto si sviluppa in un ambito non verbale fin dal momento del concepimento. L’obiettivo è di far sì che la comunicazione tra loro inizi da questo momento, in modo che la nascita del bambino non sia l’inizio di un rapporto, ma la sua continuazione. All’inizio il feto è raggiunto da sensazioni dovute a vibrazioni e a movimenti , quali il battito cardiaco proprio e della madre, la respirazione, il liquido amniotico, tutte percepite a livello sensoriale vibratorio, corporeo, non uditivo.

L’udito è il primo dei cinque organi di senso a svilupparsi nel feto e a favorire il contatto con l’ambiente esterno.

Il feto percepisce e acquisisce non solo le vibrazioni a livello corporeo e acustico, ma anche le emozioni trasmesse dalla mamma. Chiaramente l’embrione non rimane indifferente agli stimoli che avverte, ma risponde in modo chiaro e differenziato così che lavorando su questi elementi si crea il dialogo non-verbale tra madre e figlio. Questo consente alla mamma di capire già molti aspetti della personalità del bambino e di instaurare con lui un dialogo. (R. Benenzon)


«La musica è un linguaggio espressivo, un linguaggio universale: è il ritmo del bambino all’interno dell’utero, l’armonia perfetta del feto immerso nel liquido amniotico, la voce e i battiti del cuore della madre, la carezza del futuro padre sul ventre materno.»

(Zorrillo Pallavicino, 2002)

OBIETTIVI

L’obiettivo principale, quindi, è quello di stabilire una comunicazione positiva con il feto, grazie al linguaggio dei ritmi, dei suoni e dei movimenti che svolgono il ruolo di intermediari nella relazione madre-feto. (Manarolo, 2006)

Il percorso prevede anche una presa di coscienza del corpo e delle emozioni delle future mamme e dei futuri papà e svolge una funzione preventiva sull’insorgere di una relazione disturbata nella diade mamma-bambino.

Il gruppo ha inoltre la funzione di attivare un processo di condivisione, che agisce come supporto e contenimento della futura mamma.